La catastrofe CoViD-19

Parlare di Catastrofi oggi non può essere limitato al nostro orizzonte visivo o alla Regione di ciascuno di noi fino a coprire l’intera Nazione ma si deve avere necessariamente una visione internazionale delle problematiche connesse alla grave malattia pandemica, cercando di utilizzare risorse per la ricerca e la formazione scientifica, affinché vi sia un' esperienza organizzativa nei soccorsi che sia condivisa nelle diverse realtà nazionali ed internazionali.

Inoltre, in relazione a questi eventi, si sommano spesso situazioni di instabilità sociale ed economiche, vere "crisi nella crisi" mentre il bilancio nel tempo si aggrava sempre di più con un numero crescente di malati e migliaia e migliaia di vittime.

E' evidente che di fronte a ciò, una cultura specifica, la formazione e l’aggiornamento continuo, giocano in questo frangente un ruolo decisivo e di estrema importanza, per allargare gli orizzonti del sapere, che sarà d’aiuto nel valutare, in maniera globale, le strategie per l’organizzazione degli aiuti non solo in ambito internazionale ma anche nelle strutture dove noi quotidianamente esercitiamo la nostra professione. Abbiamo da tempo definito catastrofi e disastri come: “Eventi dannosi per la collettività umana con sconvolgimento dell’ordine delle cose”, cioè avvenimenti improvvisi, a volte imprevisti, in seguito ai quali si verifica una rapida ma temporanea inadeguatezza tra i bisogni delle persone coinvolte e le risorse prontamente disponibili. La catastrofe provoca un elevato numero di vittime e soggetti coinvolti che, contemporaneamente e all’ improvviso, necessitano di soccorso, creando una squilibrio tra i bisogni assistenziali e le risorse disponibili, siano esse risorse umane, materiali, strutturali, di equipaggiamenti e di scorte. Spesso in questo scenario di per sé complesso e critico si va a sovrapporre lo scetticismo della maggioranza, vero ostacolo, difficile da superare, quando anche alimentato da problematiche economiche. Per la predisposizione di statistiche, report, tabelle esplicative, le Catastrofi sono state suddivise in gruppi:

• Catastrofi Idro-geologiche (alluvioni, tempeste, eruzioni vulcaniche, siccità, frane, valanghe ecc.)

• Catastrofi Tecnolo"iche ( incidenti industriali, incidenti nei trasporti, crolli di manufatti etc

• Catastrofi Sociologi"he (Incidenti di folla, Epidemie, attentati, ecc.).

La classificazione in gr"ppi si basa sulla natura dell'origine dell’evento che si prende in considerazione, al fine di fornire la migliore risposta possibile per neutralizzarne gli effetti. Ritengo che bisogna aggiungere un’altra variabile nella definizione di Catastrofe e cioè il termine Evolutive. Oltre a fornire soccorso e assistenza ai colpiti, la valutazione dell’evolutività della catastrofe mette in primo piano la permanenza della fonte dell'aggressione che continua a generare vittime ma estende la sua azione anche tra i soccorritori e la rimanente popolazione. Sorgono così spontanee delle domande: 1. Quali sono le caratteristiche di un disastro evolutivo? 2. La CoViD-19 è una catastrofe evolutiva? La classificazione, come sopra ricordato ha come risultato una serie di riflessioni sulla condotta dei servizi di emergenza. La classificazione anticipa il concetto di pianificazione. Normalmente subito dopo il disastro il fenomeno aggressivo si estingue o risulta sotto controllo. Esempio chiarificatore può essere un incidente ferroviario. Dopo l'incidente, non ci sono più vittime, i Sistemi di Emergenza lavorano in sicurezza secondo procedure standardizzate e protocolli codificati. Il Sistema di Soccorso si adegua rapidamente alla tipologia dell’evento, al numero delle vittime e alla tipologia di lesioni. Lo stesso vale per un crollo di abitazione, per un incidente aereo, per un maxitamponamento. Nel disastro evolutivo il controllo della causa scatenante non è prontamente controllabile e continua ad esercitare la sua azione malefica, continua a causare vittime e cosa ancora più interessante e negativa dal nostro punto di vista, anche fra i sanitari in particolare e i Servizi di Emergenza in generale. L'esempio di facile comprensione può essere quello di un incidente in una Industria a Rischio di Incidente Rilevante con fuoriuscita di nube tossica. Bloccata la causa dell’incidente, domato "’eventuale incendio, la nube che si è generata continua a produrre i suoi effetti letali fin quando permane in aria. La Malattia pandemica da COV"D-19 è da considerare una catastrofe? SI. Soddisfa infatti le caratteristiche di una situazione catastrofica. Il forte squilibrio fra aumento delle richieste e la fornitura di risorse (maschere, letti di rianimazione, dispositivi per il controllo della respirazione, operatori sanitari formati, tamponi, vaccini,...). La necessità di adattare le tecniche di emergenza (modalità di protezione, DPI...) le misure di prevenzione, le tipologie di trattamento, ecc.), l'organizzazione dei soccorsi e delle cure di emergenza (gestione delle crisi, pazienti, delega di compiti, formazione specifica, ecc.), gli aspetti logistici (fornitura di DPI, produzione e distribuzione di prodotti che consentono la rianimazione, la vaccinazione di massa,... barelle ad alto biocontenimento); la Gestione della Crisi con controllo della comunicazione, ricerca della fiducia e aumento della resilienza della popolazione. La Malattia pandemica da COVID-"9 è da considerare una catastrofe evolutiva? SI. Infatti alle caratteristiche sopra richiamate ne aggiunge altre. La pandemia di CoViD-19 è caratterizzata da: durata dell'aggressione CoViD-19 continua o alternante per mesi o addirittura anni; comparsa di varianti con maggiore capacità di trasmissione e il coinvolgimento di fasce di popolazione precedentemente non coinvolte; ondate successive prevedibili in base al monitoraggio delle misurazioni/barriera e dei dati climatici (temperatura e umidità), in rapporto alle stagioni o alle regioni climatiche; fattori di trasmissione interumana con rapporto causa effetto dovute all’affollamento, allo scarso utilizzo delle procedure di sanificazione e dell’utilizzo o meno di DPI (mascherine) necessariamente omologate per la protezione delle prime vie aeree, alla promiscuità, ai ricambi di aria nei locali muniti di climatizzazione a ventilazione forzata etc. Colpevole confronto mediatico di esperti in contrasto fra loro con persino contraddizioni che hanno riguardato l'uso di maschere, misure di distanziamento o raccomandazioni vaccinali, grave impatto psicologico sui team sanitari e sulla popolazione a causa dello sconvolgimento delle relazioni sociali; tempo di produzione del vaccino, in questa occasione celere ma non in quantità tale da rispondere in tempi brevi e accettabili a tutte le richieste provenienti dall’intero Pianeta, tempo necessario per procedere all’imponente operazione, senza precedenti, di vaccinazione di massa. In conclusione, per la sua copertura geografica, per la sua rapidità di espansione, la sua novità sullo scenario mondiale, la mancanza di riferimenti storici, per l’incertezza sulla durata, la COVID-19 è una Catastrofe Socio Sanitaria Evolutiva particolarmente impegnativa, con gravissimo impatto sulla conduzione delle operazioni di soccorso: aumenta il divario tra necessità e risorse: il personale può diventare vittima, i mezzi di soccorso indisponibili. Si allunga il tempo per il controllo dei rischi e si verificano ritardi nei soccorsi e nell'assistenza alle vittime; si complica l’operazione di controllo delle aree, aumenta la necessità di utilizzo di DPI e la difficoltà nel loro reperimento, grava la condizioni di stress del personale impegnato.

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